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Chi siamo

ETHNICUS nasce nel 2005 da una intuizione di Tore Usai, leader di Pensamentus:

creare un festival che non fosse la solita rassegna di gruppi folcloristici invitati da lontani paesi esotici, bensì l’occasione per chiedere al nostro vicino di casa di parlarci della sua cultura, di mostrarci le sue arti, le sue danze, le sue gioie, le sue preoccupazioni, le sue speranze. Far conoscere la nostra cultura e contemporaneamente conoscere le culture wolof, rom, slave, latinoamericane, cinesi, molto spesso significa conoscere il proprio vicino di casa.

Fin dalla sua prima edizione, a Selargius nel 2005, sul palco di Ethnicus si sono alternati artisti , musicisti e attori sardi, italiani, africani, islamici, europei. Nella sala convegni sono intervenuti video reporter e studiosi, giornalisti e operatori socio-culturali, economisti e sociologi, mentre reading di poesie e racconti si sono insinuate fra le esposizioni di artigianato e le degustazioni di cous-cous, di kebab e altri piatti provenienti dalle diverse tradizioni.

Ospiti della prima edizione sono stati, fra gli altri, i senegalesi Guney Africa e i sardi Fortun de Serau e Andhira.

A partire dalla seconda edizione, nel 2006, Ethnicus ha iniziato a promuovere collaborazioni fra gli artisti e contaminazioni creative fra diverse culture, come quella fra il cantante-chitarrista cagliaritano Andrea Palmas e la cantante maliana Saly Diarra e quella fra il suonatore di “Launeddas” Andrea Pisu e e le tradizionali melodie palestinesi di Khaled Moukari suonate con l' argul. L’edizione del 2006 ha segnato anche il primo incontro fra Ethnicus e Rocco de Rosa, primo ospite “nazionale” del festival che da quel momento non ha più lasciato, diventandone, nel 2008, il Direttore Artistico. Altri ospiti di quella edizione sono stati i sardi Chichimeca e Alma Mediterranea.

La terza edizione, nel 2007, ha visto il debutto del teatro nel cartellone di Ethnicus, con la compagnia Sirio Teatro e la presenza di video reportage sulle condizioni e sulle esperienze migranti, come Mare Nostrum di Stefano Mencherini. Quella è stata l’ultima edizione che si è svolta a Selargius, nella casa del Canonico Putzu, una caratteristica casa “campidanese” fino a quel momento poco usata per manifestazioni culturali e perciò rivitalizzata dalla presenza multicolore multietnica di Ethnicus. Musica ex Machina, Nasodoble e Cantodiscanto gli altri ospiti musicali della terza edizione.

L’edizione del 2008 si è svolta, in un giardino della valle di San Gregorio, la prima con la direzione artistica di Rocco de Rosa, ed ha visto la partecipazione, fra gli altri di ospiti come i Tetes de Bois, Pietro Russino, Lame a foglia, Amalgàma e la partecipazione del giornalista Luciano Del Sette.

Dal 2009 Ethnicus si è trasferito a Castiadas, nella suggestiva cornice dell’Ex Colonia Penale. Il tema di quella edizione era incentrato sui rifugiati e la collocazione in una struttura carceraria abbandonata (ma ristrutturata) ha contribuito in maniera determinante alla riuscita della manifestazione, impreziosita dalla presenza del gruppo teatrale Teatro di Nascosto/Hidden Theater col suo spettacolo-laboratorio di teatro reportage “Rifugiàti” e del griot senegalese Badara Seck e del suo gruppo. Ma la vera novità dell’edizione 2009 è stata la realizzazione della produzione originale di Ethnicus, la performance “Trasmigrazioni 01” diretta da Rocco de Rosa e creata attraverso un workshop residenziale fra musicisti e artisti che ha preceduto il festival. In tre giorni musicisti come Badara Seck e Madya Diebate, Alberto Cabiddu e Andrea Pisu, danzatrici come Natalia Bonannese e Sara de Fanis, attori come Gabriella Ghermandi e Giuseppe Boy e artisti come Licio Esposito, diretti da Rocco de Rosa hanno scambiato le loro arti e le loro conoscenze per realizzare un’opera multidisciplinare che è stata poi replicata nel corso dell’anno a Roma e a Bologna.

Ethnicus è promosso e organizzato dall’associazione Pensamentus, che durante le varie edizioni ha avuto la collaborazione di varie altre associazioni e cooperative come:


Associazione dei senegalesi della provincia di Cagliari,
Asce (Associazione Sarda Contro l’Emarginazione),
Cooperativa Sirio Teatro di Sardegna,
Associazione Sardegna-Palestina,
Catabascia,
L’eptacordio,
Fondazione Gai-Gagliardo,
Bel e Zebù,
Cooperativa Villaggio Carovana,

Baladi
Progetto Mediazione Sardegna
PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno
Teatro ARKA (H.C.E.)
Galavision


Il Festival delle culture migranti non sarebbe potuto andare avanti senza la preziosa partecipazione di sponsor privati ed in particolare di Stand Up che l’ha sostenuto fin dalla prima edizione; successivamente sono diventati importanti anche Bresca Dorada, Il Manifesto e Tiscali.

Ma nel corso degli anni altri validi sponsor sono stati Aipsa Edizioni, Western Union, S.E.L.T., Granuplast, Penty Service, CA.ME e Cellarium viaggi.

La realizzazione del Festival è stata possibile grazie al contributo dell’ Assessorato al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, che ha così sostenuto l’aspetto innovativo del modo di affrontare temi e contenuti legati all’immigrazione e alla condizione delle popolazioni immigrate in Italia attraverso la forma dell’arte e dello spettacolo.

Inoltre, nel corso degli anni Pensamentus ed Etnhicus sono stati sostenuti da: Comune di Selargius, Provincia di Cagliari, Consigliera di Parità della Regione Sardegna, Commissione Pari Opportunità della Provincia di Cagliari, Comune di Castiadas, Municipio di Roma, Assessorato alla cultura della Provincia di Roma, Comune di Bologna, Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna.

 

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