TRASMIGRAZIONI 0.2

Il tema del Festival di quest’anno è legato al desiderio del ritorno a casa di ogni immigrato ed all’impossibilità a volte di poterlo realizzare. La decisione di emigrare, raramente è il frutto di una libera scelta, ognuno affronta le difficoltà del lungo viaggio con la speranza di ritornare un giorno nella propria patria. Pochi ammettono, anche con se stessi, che la loro permanenza all'estero sia definitiva; la stragrande maggioranza degli emigrati spera che la lontananza dal proprio paese sia solo transitoria. Il sogno di mettere da parte dei soldi o addirittura di “fare fortuna” per poi tornare al paese natio e riscattarsi da anni di privazioni e umiliazioni, è inseguito da moltissimi emigranti.
L'emigrante impara a convivere con i sentimenti della malinconia e della nostalgia. Rimane nel Paese ospite solo per necessità di tipo economico, pensando continuamente al ritorno in Patria, quando ritroverà la famiglia, le abitudini, i sapori e gli odori della sua terra. La consapevolezza del ritorno, alleggerisce le pene della lontananza, il ricordo di tutto ciò che è legato alle proprie origini, permette di trovare un po' di serenità.
In alcuni casi il ritorno nella propria terra è molto difficile se non impossibile come nei casi delle diaspore Palestinese, Armena, Ebraica, Kurda o afroamericana.
Spesso la permanenza all'estero produce delle sottili trasformazioni culturali nell’emigrato di cui egli stesso non è ben consapevole ed a volte il ritorno a casa è una scelta non facile in quanto ci si può sentire anche “stranieri” nella propria terra con problemi di riadattamento socio-culturale al contesto di origine. In ogni caso questo sradicamento, questa specie di doppia identità, a volte ha ha prodotto forme artistiche interessantissime, esempi pulsanti di pensiero e di estetica transnazionale come il blues, il jazz, il raggae, il tango, la musica klezmer, la musica Rom, la salsa, ecc..
“VOLVER … IL RITORNO Trasmigrazioni 0.2” è quindi una occasione di analisi di questo fenomeno. Lo studio ed il confronto su questi temi è realizzato principalmente con la realizzazione di due convegni dai titoli “Microcredito e microimprenditorialità” e “Emigrazione: andata e ritorno?”.
Da alcuni anni in Italia ed in Europa si studiano delle politiche per favorire il ritorno degli emigrati nei loro paesi di origine; una delle iniziative che ci paiono più interessanti prevedono l’accesso al microcredito in favore degli emigranti che vogliono rientrare nei loro paesi per favorire e sostenere la “microimprenditorialità di ritorno”. D’altronde l'esperienza maturata dagli immigrati, la loro formazione e il know-how acquisiti nei paesi ospitanti potranno, infatti, favorire un flusso migratorio "di ritorno" che concorrerà allo sviluppo socio-economico dei paesi di origine ed a implementare proficui scambi commerciali. Pensamentus vuole lanciare una proposta trasversale a quei politici sardi sensibili alla tematica, per la creazione di un fondo regionale per creare queste opportunità; un fondo che potrebbe essere integrato anche da aziende private magari interessate a favorire scambi commerciali con i paesi dei “nostri” immigrati.
La parte più interessante del Festival sarà la realizzazione di un workshop dal titolo appunto di “TRASMIGRAZIONI 0.2 Volver” sul tema del ritorno tramite l’arte: musica, teatro, letteratura, fotografia e danza, della durata di tre giorni, con la direzione artistica del maestro Rocco De Rosa e la partecipazione di artisti ed emigrati di varie nazionalità, finalizzato alla produzione di una performance multimediale, che esprima attraverso i linguaggi e gli strumenti artistici tutto ciò che riguarda l'animo umano ed il contesto sociale vissuti dall'emigrato in relazione al momento del suo ritorno in Patria, che sia soltanto agognato o realmente vissuto. Il workshop è la continuazione di una ricerca iniziata già dal 1996 dal maestro Rocco De Rosa che incide un disco dal titolo appunto di “Trasmigrazioni” (Ed. Il Manifesto CD) con la collaborazione di musicisti del calibro di Daniele Sepe, Canio Lo Guercio, Paolo Fresu, Adnan Hozic, Martin Kongo ed altri. Storie di culture senza frontiere, di vecchi e nuovi sfruttamenti. Suoni che intercettano le rotte migratorie di genti in movimento verso luoghi dove rifondare una nuova identità, propria e collettiva, autonoma e comune. Componimenti originali di musicisti professionisti e occasionali, di compagni di strada di varia nazionalità e provenienza: Albania, Algeria, Bosnia, Congo, Francia, Italia, Iran, Palestina, Romania, Senegal, Serbia, Spagna, Svezia, Tunisia, Turchia. Ma Trasmigrazioni è un percorso itinerante pensato e realizzato da, con e per artisti “migranti” che da sempre hanno avuto uno sguardo rivolto al confronto col mondo e che per questo hanno scelto di non fermarsi, ma anzi, di rimanere in movimento, di agire per continuare a raccontare, attraverso la musica, i suoni, le parole, le danze e le visioni le culture “altre”, imparando cosi ad ascoltarsi davvero ognuno nella propria “differenza”.
Ed è così che nel 2009 nella 5° edizione del Festival nasce “Trasmigrazioni 0.1, odio, memoria e convivenza”, un opera multimediale sul tema dell’esilio, dell’abbandono forzato dalla propria terra, sulle discriminazioni, sulle memorie delle nostre emigrazioni e sulla convivenza. Un evento che è stato ripreso dalle telecamere della regista Silvia Giulietti e di cui è in fase di montaggio un film-documentario che racconterà come dieci artisti si siano incontrati nel profondo Sarrabus ed abbiano convissuto insieme ad un gruppo di rifugiati politici in un workshop che si è concluso con uno spettacolo tenutosi l’11 Settembre 2009 nella suggestiva cornice delle vecchie carceri di Castiadas ed è stato poi presentato anche il 1° marzo 2010 sul palco del prestigioso teatro “Palladium” di Roma in occasione della manifestazione Culture Migranti e che sarà rappresentato nei prossimi mesi anche a Firenze e Bologna. Uno spettacolo che unisce musica, danza, cinema, letteratura, poesia, fotografia, politica, scenografie video e di sabbia realizzato da: Rocco De Rosa, direzione artistica e pianoforte, Gabriella Ghermandi e Giuseppe Boy, voci narranti, Licio Esposito, scenografie di sabbia, Natalia Bonanese, danza etnica, Andrea Pisu, launeddas, Sara De Fanis, danza moderna, Alberto Cabiddu, percussioni e cori, Badarà Seck e Saba Anglana, canto, Silvia Giulietti, immagini e filmati e Madya Diebate, kora.
La sesta edizione di ETHNICUS Festival delle Culture Migranti si svolgerà nei giorni dal 25 al 29 agosto 2010 nel comune di Castiadas, il workshop si svolgerà nei locali de “Sa mandria”, le antiche stalle dell’ex carcere così come gli spettacoli pubblici, mentre i convegni si terranno presso la sala multimediale dell’ex carcere di Castiadas con annesso museo, monumento storico culturale tra i più importanti del Sarrabus che merita sicuramente di essere maggiormente conosciuto sia dagli abitanti della provincia, sia da quelli del resto della Sardegna che dai turisti che in quel periodo dell’anno frequentano numerosi i litorali di Villasimius e Costa Rey. Le notti dopo il festival si svolgerà “ROUND MIRTNIGHT” un dopo festival con musiche, interviste, video e DJ set da Gerardo Ferrara, Antonio Larizza ed il “Progetto Volver” (Marco Maxia, Cristina Mastinu, Stefano Sibiriu, Angelica Turno e Giuseppe Boy) che ci accompagneranno in un percorso sul tema del ritorno.
Il programma completo
venerdi 27 agosto 2010
ore 17.00
Inaugurazione del Festival
MOSTRA FOTOGRAFICA
“TRASMIGRAZIONI” DI ALFREDO BINI
ore 18.00
CONVEGNO:
“Microcredito e microimprenditorialità”
Saluti delle autorità comunali, provinciali e regionali
Moderatore Alberto Castagnola;
interventi di: Kilap Gueye (Sunu Gaal),
Roberto Sedda (Banca Etica)
e Claudia Zuncheddu (Ass. Azalai)
ore 17.00 – 19.00
CASTELLI DI SABBIA
Laboratorio creativo per bambini
a cura della associazione “Bel e Zebù”
e di Licio Esposito
ore 21.00
“TRATTE… HARRAGA DEI
MARI E DEI DESERTI...”
Regia Gaspare Balsamo,
con Gaspare Balsamo e Mambaye Diop, Silvia Balossi (kora) e Carmelo Cacciola (chitarra e oud).
ore 22.30
“EM OVVERO EMANUEL
CARNEVALI VA IN AMERICA”
Spettacolo Concerto di
ACUSTIMANTICO
con la partecipazione
di Giuseppe Boy
ore 24.00 – 06.00
ROUND MIRTNIGHT
a cura di Gerardo Ferrara, Ant Larizza
e il “Progetto Volver” (composto da Marco Maxia, Cristina Mastinu, Stefano Sibiriu, Angelica Turno e Giuseppe Boy) ed altri ospiti musicali a sorpresa.
In esclusiva nazionale il videoconcerto di Ralph Towner e Javier Girotto.
sabato 28 agosto 2010
ore 18.00
CONVEGNO:
“Emigrazione: andata e ritorno?”
Moderatore Paolo Pillonca;
interventi di: Fawzi Ismail (Palestina), Marcia Theophilo (Brasile)
e Moni Ovadia.
ore 17.00 – 19.00
CASTELLI DI SABBIA
Laboratorio creativo per bambini
ore 21.00
MARCIA THEOPHILO E ANDHIRA
in concerto
ore 22.30
ROM & GAGE’ in concerto
con ospite MONI OVADIA
ore 24.00 – 06.00
ROUND MIRTNIGHT
a cura di Gerardo Ferrara, Ant Larizza,
il “Progetto Volver” e la partecipazione di Saly Diarra (Mali) e Alberto Balia.
domenica 29 agosto 2010
ore 17.00 – 19.00
CASTELLI DI SABBIA
ore 19.00
“IL COLORE DELLE PAROLE”
Film-documentario regia di Marco Simon
Puccioni, sarà presente il musicista Martin Kongo, uno dei protagonisti del film.
Ore 20.30
“MUSICANTE”
Video tratto dal romanzo
di Antonio De Rosa,
regia di Silvia Giulietti
voce narrante dal vivo Eva Immediato
Ore 21.00
“TRASMIGRAZIONI 0.2 Volver”
Concerto multimediale
con Rocco De Rosa, Baba Sissoko, Miriam Meghnagy, Pino Pecorelli, Pasquale Laino, Licio Esposito, Antonio Franciosa,
Marian Serban, Vanessa Bissiri, Angelica Turno, Fiore Benigni e Clara Marchana
ore 22.30
BABA SISSOKO
& AFRO BLUES QUARTET IN CONCERTO


