PoesiaPresente  
 
   

Le date, gli artisti e gli approfondimenti del Festival 2011

 

Ethnicus 7° Festival delle culture migranti

Ethnicus 7° Festival delle culture migranti” ritorna a Castiadas il 2 ed il 3 Settembre negli spazi dell’ex carcere con un programma dedicato quest’anno al tema delle “Nuove periferie” che vuole analizzare la trasformazione e le difficoltà di integrazione nelle nuove periferie urbane e sociali.

 

Programma di Ethnicus,
7° Festival delle culture migranti
2 e 3 Settembre 2011
ex carcere di Castiadas (CA)

 

Venerdì 2 SETTEMBRE
ore 19.00 Sala multimediale

Tavola rotonda dal titolo
“Città meticce, nuove architetture dell’integrazione”

Introduce e modera Patrizia Manduchi, professore associato di Storia e Istituzioni del mondo musulmano presso la Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari;

 

Ore 21.00 LUNTANO AMMORE
passioni sussurrate di anime migranti

Progetto di drammaturgia collettiva curato da Giuseppe Boy, Canio Loguercio, Lidia Riviello e Rocco De Rosa con Enrica Ajò, Elena Sanpietro, Chiara Zingariello e Kilap Gueye con illustrazioni dal vivo di Ehsan Mehrbakhsh

LUNTANO AMMORE è un laboratorio poetico/musicale di scrittura collettiva che nasce dall'incontro di poeti e musicisti - immigrati e migranti - per la stesura di una partitura dei 'sentimenti' dell'appartenenza, una mappa di una nuova geografia delle emozioni.
Il laboratorio, che si svolgerà dal 31 agosto al 2 settembre presso l'ex Colonia Penale di Castiadas (CA), nell'ambito del Festival ETHNICUS 2011 e che si concluderà con una rappresentazione, sarà coordinato da Giuseppe Boy, Canio Loguercio, Lidia Riviello e giovani narratori diplomati al Corso Biennale in Scrittura e Storytelling della Scuola Holden.

Canio Loguercio
Musicista ed esperto di nuovi linguaggi ed espressioni dell'arte contemporanea, ha svolto attività di formazione Presso la Fondazione Romaeuropa sulla normativa sullo spettacolo dal vivo in Italia, è stato conduttore, regista e autore di vari programmi culturali con la RAI, ha ideato e realizzato numerosi progetti musicali, promosso iniziative interculturali, come ad esempio, la realizzazione dei dischi Kufia-canto per la Palestina, Trasmigrazioni, pubblicati con il quotidiano “il manifesto”, la costituzione dell'Orchestra di Piazza Vittorio, la pubblicazione di materiali audiovisivi e partecipato ad incontri, convegni, seminari sulle politiche culturali, ha promosso la campagna ONU Prima della Pioggia, a sostegno di microprogetti rurali in Africa colpiti da siccità e desertificazione e, in collaborazione con il MIBAC, è stato fra i promotori di un appello internazionale per una nuova legge per la tutela ed il restauro eco-sostenibile dei Sassi di Matera.

Finalista a tre diverse edizioni del Premio Recanati per la canzone d'autore, ha collaborato con vari musicisti ed ha pubblicato il CD Indifferentemente (il manifesto), Miserere (LIBRO/CD/DVD, edizioni Squilibri, con la partecipazione di alcuni dei più rappresentativi poeti della nuova scena letteraria contemporanea - Gabriele Frasca, Lello Voce, Sara Ventroni, Rosaria Lo Russo, Tommaso Ottonieri, Enzo Mansueto -, il video-artista Antonello Matarazzo, i musicisti Rocco De Rosa, Maria Pia De Vito e Paolo Fresu). PASSIONI (libro + CD) è stato pubblicato a Luglio 2009 dalle edizioni d'if.

Col progetto AMARO AMMORE ha avviato una raccolta di 'suppliche d'amore' e realizzato eventi e performance con la partecipazione di numerosi poeti e musicisti.

Inoltre, con i suoi spettacoli è stato ospite di varie rassegne fra cui il Festival di Ravello, i Cantieri Internazionali di Poesia di Monfalcone, il festival Eruzioni di Ercolano, il Festival Teatri delle Mura a Padova, la settimana della Cultura Italiana a Cuba, Il Festival Rifrazioni, Teatri di vetro, Collinarea, ecc..

Giuseppe Boy
Attore, regista e poeta cagliaritano, fondatore e direttore artistico dell'associazione L'Eptacordio; allievo e collaboratore del Teatro Laboratorio “Institutet för scenkonst” di Goteborg (Svezia), con cui partecipa alla realizzazione di X-Project, progetto internazionale di ricerca creativa; collabora con l'associazione Pensamentus fin dalla sua fondazione alla organizzazione del festival delle culture migranti ETHNICUS, in collaborazione con Tore Usai e Rocco de Rosa.

Ha ideato e diretto il “Progetto Em” , dedicato alla vita e alle opere del poeta Emanuel Carnevali, composto dai “Il primo dio” ed “Emanuel”, e la mostra-performance “Il lavoro, miserabile faccenda”, dal corto teatrale “Em”, finalista del concorso “Sardegna Teatro/in corto 2006 e dallo spettacolo “Tra me e te c'è sempre un inverno”. Ha realizzato, insieme a diversi musicisti, tre diverse versioni del recital “Oh! Generazione sfortunata” su poesie di Pierpaolo Pasolini (1991-96); il recital-concerto “Così è”( 1997 – 2000), il recital-concerto Incontrotempo (2003-2005), in cui ha interpretato le sue stesse poesie, il concerto di poesie e canzoni “Amalgàma” (2008). Attualmente attraversa l'Italia col suo progetto “Poesie sparse” serata di poesie, anche a richiesta, per portare la poesia ovunque: nei teatri, nelle case, nei locali, nelle biblioteche in una dimensione rilassata e familiare.

Recentemente ha collaborato col gruppo musicale “Acustimantico” come voce recitante nello spettacolo “Em, ovvero Emanuel Carnevali torna dall'America” al festival Ethnicus del 2010.

Svolge anche una intensa attività pedagogica, dirigendo laboratori di lettura e azione poetica, oltre che per attori e poeti, anche studenti, insegnati, operatori socio-culturali e semplici appassionati di poesia.

Nel 2011 ha pubblicato, a cura dell'associazione L'Eptacordio, la raccolte di poesie “Autoritratto di un uomo palloso”

 

Lidia Riviello
Comincia nel 1995 ad occuparsi di scrittura giornalistica collaborando con testate letterarie e di cultura come "Italian Poetry", rivista on line di poesia bilingue italiano/inglese e il settimanale "Avvenimenti". Parallelamente alle collaborazioni con riviste e giornali, inizia dal 1998 a collaborare come autrice testi per Radiorai; per RadioTre per cui cura rubriche di poesia nel palinsesto serale di "Radiotresuite", per RadioDue scrivendo editoriali all'interno di programmi in fascia pomeridiana. La sua prima pubblicazione in volume risale al 1998 con Aule di passaggio, poesie in prosa ediz. Noubs, nel 2001 esce La metropolitana poesie, ediz. Signum, Bergamo 2001; nel 2002 L'infinito del verbo andare, racconti, per Arlem editore, (nota introduttiva di Edith Bruck,) e nel 2005 pubblica Rhum e acqua frizzante, poesie, G.Perrone editore. Sue poesie e racconti sono tradotti in inglese, arabo, sloveno e giapponese. Dall'ottobre del 2004 è curatrice del Festival internazionale di poesia, arti visive e musica Romapoesia Festival che si svolge da due anni all'Auditorium - Parco della Musica di Roma

 

Rocco De Rosa
Il pianista e compositore lucano, vive e lavora a Roma dal '95. La sua attività musicale si divide tra il lavoro di compositore in diversi ambiti artistici in particolare cinema (Moretti, Olmi, Reali, Miniero, Genovese, La Nubile, Astuti etc) documentari, televisione, teatro e danza. Come pianista dirige per molti anni il gruppo multietnico "Hata", un progetto nato in seguito alla pubblicazione nel 1996 del cd "Trasmigrazioni" curato dallo stesso De Rosa con Daniele Sepe e Paolo Fresu. "Hata" è anche il titolo del cd pubblicato nel '98, da cui la Putumayo World Music di New York ha scelto il brano "Malonghi", (scritto da Rocco De Rosa e cantato da Martin Kongo) per inserirlo nella compilation "One World, Many Cultures" dove sono presenti artisti quali Alan Stivell, Youssou N'Dour, Cheb Mami. Ziggy Marley Altre presenze in compilation internazionali sono nei cd "Mediterraneo" (2007) della portoghese Difference Music e "Italia" (2009) sempre della Putumayo. Il suo penultimo lavoro "Rotte Distratte" della fine del 2002 ha rappresentato un ritorno alle sonorità e alla musicalità più strettamente legate alla cultura mediterranea attraverso un particolarissimo incrocio tra minimalismo, jazz e musica popolare. Con "Trammari" (2006) Rocco De Rosa prosegue nel suo percorso musicale che già in "Rotte Distratte" aveva subito una profonda virata verso sonorità prevalentemente acustiche e il "ritorno" a ritmi e a melodie che attingevano ad una sorta di "memoria sonora collettiva", arcaica e nello stesso tempo attuale, indissolubilmente legata al sud dell'Italia, alla sua cultura e alle sue tradizioni. "Trammari" rappresenta una ulteriore definizione della sua identità e della sua ricerca artistica. Le rotte adesso sono meno "distratte"e gli approdi dove fermarsi a riflettere o anche solo a "guardare" sono sempre più frequenti. Come in qualche misura suggerisce lo stesso titolo, è il mare in tutte le sue accezioni possibili l'elemento intorno al quale ruota tutto il lavoro. Tanti anche gli ospiti che hanno voluto dare il loro prezioso contributo: Ralph Towner, Maria Pia De Vito, Daniele Sepe, Marco Siniscalco, Michele Rabbia. Nel cd è anche presente "Il giardino di Giovanni" (canzone scritta da Rocco De Rosa con Sergio Endrigo nell'89), un omaggio affettuoso al grande cantautore scomparso. E' stato presente nelle edizioni del 2003, 2004, 2006 e 2010 di Letterature - Festival internazionale di Roma, commentando al pianoforte i testi letti dagli autori Paco Ignacio Taibo II, Hanif Kureishi, Colson Whitehead, Abasse Ndione, Richard Ford e Sandro Veronesi e dagli attori Paolo Bonacelli, Sandro Lombardi, Licia Maglietta, Valeria Golino, Isabella Ferrari e Lucrezia Lante della Rovere. Molto intensa l'attività di sonorizzazione al pianoforte di classici del film muto, da Chaplin a Shimitzu, in numerosi festival (Creuza de Ma, Napoli Jazz festival etc.) e spazi culturali (Istituto di cultura giapponese di Roma).

 

Chiara Zingariello nasce a Torino nel 1983. Studia antropologia culturale e nel frattempo emigra e torna dall'Africa, scrive racconti, scappa da un call center e dà ripetizioni a studenti più preparati di lei. Un amore supremo per: il jazz, il mare, la Signora del Ceppo, i tulipani, la neve, Flannery O'Connor, Alice Munro, Goffredo Parise, Beppe Fenoglio e tutti i libri tranne i brutti libri, tutti i film tranne i brutti film. Ha partecipato e vinto alcuni concorsi come Scrivilo Forte 2010 e il Premio Adelio Ferrero per la critica cinematografica. Attualmente sta lavorando a una raccolta di racconti.

 

Enrica Ajò. Mi chiamo Enrica e ho praticamente trent' anni. Per quanto riguarda le cose pratiche, cioè tutte le offerte di cui non posso più godere e gli inter rails che non posso più fare. Però hanno alzato l' asticella della definizione del "giovane artista", per cui me ne sono presto fatta una ragione. Nasco a Padova, a Padova Padova, ma non Padova centro, a fino alla maggiore età vivo a Padova Arcella, famosa per il muro che divide spacciatore da spacciatore. Faccio l' attrice a Roma per molto molto tempo e mi tingo i capelli di tutti i colori. Quando posso scrivo. Soprattutto stati di facebook, e visto che non so tweettare, qualche racconto. Ci sono sempre bambine innamorate ma non corrisposte e sesso molto spinto (non fra bambini!). La Ballestra (scrittrice, n.d.r.) un giorno mi disse -ma tu scrivi sempre di sesso? non ce ne sono molte in Italia...-. Io che ho sempre pensato l' esatto contrario.

 

Elena San Pietro nasce e cresce a Torino, nonostante numerosi viaggi all'estero, tra cui due intensi mesi negli Stati Uniti in qualità di studentessa. Sin da giovanissima si appassiona alla letteratura, alla musica ed al cinema, cercando di ampliare il più possibile le sue conoscenze nel mondo dell'arte. Realizza spettacoli di videoarte e cortometraggi, segue il corso di produzione video “Vengo e Video” promosso dal Comune di Torino. Partecipa al concorso di video brevi “Comincio da tre” conseguendo una menzione speciale nel '99 ed il primo premio nel 2000. Il video vincitore è stato proiettato in varie rassegne tra cui il Torino Film Festival, a cui Elena partecipa nel' 99 e nel 2000 in qualità di regista e giornalista, nel 2001 anche come membro della giuria. Continua la sua produzione video attraverso la realizzazione di videoclip musicali tra cui videoproiezioni nell'ambito dello spettacolo “Catch sight of…”, del cantautore torinese Valerio Manni. Nel 2005 partecipa alla rassegna "Visualizers" con lo spettacolo di videoarte e teatro “Quel grido dell'altra notte". Collabora al sito di critica cinematografica Kinematrix e partecipa come giornalista ai festival del cinema di Berlino, Cannes, Torino e Courmayeur. Nel 2002 consegue il master biennale in Tecniche della Narrazione presso la scuola Holden di Torino; qui ha modo di approfondire e dar sfogo alla sua vena narrativa attraverso la produzione di diversi racconti e di un romanzo breve. Sempre presso la Holden comincia ad interessarsi attivamente di poesia, grazie anche al supporto e alla collaborazione con il poeta e scrittore torinese Carlo Molinaro. Conclusa l'esperienza Holden, nel 2005 si laurea in Scienze della Comunicazione, presentando una tesi su: Tim Burton, Postmodernità e poetica della diversità. La sua attività poetica prosegue alacremente, come sfogo e necessità: si tratta infatti di poesie scritte di getto su quaderni, ispirate dalla ricerca e comunicazione delle verità più profonde, caratterizzate da versi molto brevi e taglienti, da un uso insieme narrativo ed espressionistico del linguaggio; i temi sono quasi sempre disperati, nascono da esperienze profondamente vissute e personali. I suoi poeti di riferimento sono Baudelaire, Rimbaud ed Emily Dickinson, come a voler fondere l'intimità ed il sentimento più prettamente femminile, alla carica rabbiosa e visionaria dei poeti maledetti. Prende parte a vari concorsi letterari tra cui:

Premio nazionale "L'Inedito", con il romanzo “Vietato calpestare i fiori” che si classifica al secondo posto.

Vince il premio nazionale "Write-up parole sulla musica" con la poesia “Because the night belongs to lovers”. Pubblica le poesie “L'interno” e “Dichiarazione d'intenti” rispettivamente nelle raccolte “Navigando nelle parole” delle edizioni Il Filo e “Petali d'amore”, Festival Nazionale della Poesia d'Amore. Supera gli esami della laurea specialistica in Comunicazione Multimediale e di Massa, senza tuttavia realizzare la tesi. Negli ultimi due anni e mezzo, infatti, vive un difficile periodo di ricerca personale, in cui sospende anche l'attività di scrittura, per riprenderla poi in forma di diario poetico, non ancora sistematizzato, riveduto e corretto. Nello stesso ultimo periodo decide di dedicarsi alla discografia, a cui si interessa attivamente ed in cui spera di realizzare un percorso lavorativo.

 

Kilap Gueye Senegalese, scrittore, attore, musicista, mediatore culturale e lettore di francese; presidente dell'associazione Sunugaal- e dell'assoc Deggo. Dopo la laurea in psicologia, lascia il suo paese per la Sardegna, dove vive dal 2000. Porta la cultura, l'arte, le tradizioni del suo paese a contatto con la realtà sarda con la sua attività di mediatore culturale, di organizzatore di eventi culturali e di musicista. E' una colonna del gruppo musicale Guney Africa, dove suona, canta e balla. Collabora con diverse associazioni, fra cui Union, Asce e Pensamentus, con cui partecipa alle prime tre edizioni di Ethnicus, festival delle culture migranti.

Conduce diversi laboratori sulla cultura africana nelle scuole di mezza Sardegna e collabora alla realizzazione, anche in qualità di attore e musicista, a diversi spettacoli incentrati sulla mediazione e sull'interazione fra le culture. Partecipa ad alcuni film, con la regia di autori sardi come Enrico Pitzianti, Giosuè Marongiu e Enrico Pau. Nel 2008 pubblica per le edizioni Aipsa il libro “La panchina”, nel quale descrive, con l'animo di un poeta, la vita, le esperienze e le sensazioni di un venditore ambulante senegalese nella realtà quotidiana della Sardegna.

Con “La panchina” vince il premio Alziator nel 2009.

Ehsan Mehrbakhsh. Pittore e illustratore. Si forma presso l'atelier Maha, Tehran, Iran. partecipa come video-maker, al Festival "Settimana della lingua italiana nel mondo" e "Extracontemporanea" organizzata da Biblioteche di Roma, Comune di Roma e Ministero degli Affari Esteri. Animatore frame by frame del film documentario "Il pezzo mancante " di Giovanni Piperno, (vincitore del premio selezione Cinemadoc-Torino al Torino Film festival 2010). Partecipa a diverse mostre collettive e personali a Roma.Organizzatore di "Iran sguardi sotterranei (evento multimediale sull'arte underground iraniana) I e II edizione, presso Biblioteche di Roma. Collabora con Embrio.Net come illustratore- animatore frame by frame.

 

 

La Scuola Holden è una scuola di Scrittura e Storytelling fondata a Torino, dove tuttora ha sede, nel 1994.I fondatori furono Alessandro Baricco, Antonella Parigi, Dalia Oggero, Marco San Pietro, Alberto Jona, che trassero l'intitolazione da Holden Caulfield, protagonista del romanzo The Catcher in the Rye di J.D. Salinger, pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo Il giovane Holden.

L'idea era quella di creare un percorso di studi inedito per obiettivi, contenuti e metodi didattici. Vi si insegna a produrre oggetti di narrazione per la pagina, per il cinema, il teatro, la radio, il fumetto, il web e tutti i campi in cui si può sviluppare la narrazione.

Tra gli autori invitati a tenere lezioni e seminari figurano tra gli altri Niccolò Ammaniti, Guillermo Arriaga, Alessandro Banfi, Alessandro Bergonzoni, Jonathan Coe, James Ellroy, Francesco Guccini, Werner Herzog, Abbas Kiarostami, Carlo Lucarelli, Milo Manara, Ian McEwan, Nanni Moretti, Amélie Nothomb, Gabriele Salvatores, Roberto Saviano, David Sedaris, Elizabeth Strout, Giuseppe Tornatore, Mario Vargas Llosa, Sandro Veronesi, Abraham Yehoshua,

 

Ore 22.30 Concerto di
Gavino Murgia 4tet e Badara Seck

Gavino Murgia, sax e voce; Badara Seck, voce; Lorenzo Sabatini, basso elettrico; Salvatore Maltana, contrabbasso; Alessandro Garau, batteria.

Gavino Murgia, il musicista sardo ormai di fama internazionale, polistrumentista e ricercatore di quelli che meglio sanno incarnare la convivenza tra storia millenaria e contemporaneità, tra tradizione ed innovazione; uno dei pochi artisti che nelle sue composizioni riesce a far dialogare arti, anime e culture di varie parti del mondo con una semplicità diremmo quasi da cosmopolita. In questa occasione chiama al dialogo artistico un amico del Festival Badara Seck (Senegal), un artista dotato di grande carisma, oltre che di incredibili doti vocali, che ha cominciato da giovanissimo a girare il mondo con la sua voce e le sue storie, con l’onore di essere stato l’unica voce solista che ha sostituito la grande Miriam Makeba nella famosissima Messa Luba. Badara, discendente di una famiglia di Griots i depositari dell’arte e della parola dell’Africa, vanta già importanti collaborazioni:  Makeba, De Rosa, Wollenwaider, Pagani, Ranieri, Petrucciani ed altri.

Sabato 3 SETTEMBRE

ore 19.00 Sala multimediale
Se dai miei versi strappi le rose...
Poesie e Musiche dall'inferno del Kurdistan

Ideato, diretto e interpretato da Gisella Vacca
con la partecipazione del musicista kurdo Mübin Dünen

Voci fuori campo: Apo e Ruken Bakrak
Riprese Audio, montaggi audio video: Mauro Hiroshi Cannas
Allestimento scenografico e direzione tecnica: Giuseppe di Malta

Produzione Cooperativa Sirio Sardegna Teatro

La poesia kurda è una brezza delicata che d'improvviso si fa vento impetuoso e spalanca senza remore la porta che nasconde le sofferenze devastanti della sua gente. Palesa spietatamente la tortura fisica a cui questo popolo è sottoposto: ogni persona kurda ha, o ha avuto, almeno un familiare ucciso o incarcerato, anche solo per aver cantato nella propria lingua; palesa la tortura dell'anima: la negazione dell'identità, dell'esistenza. Sostiene con tenacia la lotta dei partigiani che combattono per la libertà; spia tra le sbarre del carcere durissimo e nell'ultimo sguardo dei condannati a morte... Quindi ritorna brezza leggera e culla bambini che non conosceranno infanzie; racconta l'amore, l'amore per le persone, per la terra... L'amore, unica luce del loro mondo devastato... Unica luce "nell'oscurità di anguste celle", dove, appunto, insieme alla Resistenza, nasce la loro Poesia... (Gisella Vacca)


Gisella Vacca. Cantante, attrice di teatro e di cinema, regista teatrale, autrice. Studia Canto da soprano con la Signora Lucia Cappellino e col M° Roberto Coviello, diplomandosi presso il Conservatorio Pier Luigi da Palestrina di Cagliari, dove consegue anche il diploma della Scuola di Didattica della Musica. Contemporaneamente si forma attraverso stages nazionali e internazionali diretti da importanti attori e registi, tra cui Elio de Capitani, Gabriele Vacis, Claudio Morganti, Remondi e Caporossi, Jean-Paul Denizon, Tapa Sudana e Theodoros Terzopoulos. Inizia l'attività di attrice con Il crogiuolo di Cagliari sotto la direzione di Luca Coppola e Mario Faticoni. È attrice, regista e autrice degli spettacoli allestiti per la stessa compagnia, e per il gruppo delle Maschere Nere, da lei fondato e diretto dal 1991 al 1997. Partecipa come attrice radiofonica a numerose trasmissioni per Radiotre Rai e Radio Rai International.

 

Collabora come attrice e cantante-attrice con la Cooperativa Teatro di Sardegna, diretta dai registi Theodoros Terzopoulos, Guido de Monticelli e Giacomo Colli, e con la Cooperativa Sirio Sardegna Teatro, diretta da Marco Gagliardo.
Recita in alcune produzioni cinematografiche dirette dai registi sardi Piero Sanna, (La destinazione)Enrico Pau (Jimmi della collina), Simone Contu (Treulababbu -Le ragioni dei bambini), Paolo Carboni (Preda), Marco Gallus (Fratelli). Collabora come narratrice col Teatro Lirico di Cagliari. È autrice e interprete di recitals che sposano canto e poesia e che esplorano in chiave colta la musica e la poesia della Sardegna (Recital Bilingue), del Mondo Mediterraneo (Lune Mediterranee) e del Sud del Mondo (Identità Negate e Se dai miei versi strappi le rose), per procedere, attualmente, verso una produzione con creazioni originali (Canzoni in tre lingue). Svolge una propria ricerca focalizzata, da un lato, su tematiche legate alla Sardegna, all'universo di riti filtrato attraverso i ricordi d'infanzia e adolescenza, vissute in un piccolo paese della Barbagia, e dall'altro lato al teatro con forti motivazioni sociali, ricerca culminata con la messa in scena di alcuni spettacoli a carattere antropologico per il gruppo delle Maschere Nere, e di due spettacoli interpretati dai detenuti del carcere minorile sardo.
Tra il 2006 e il 2007 vive un'intensa esperienza artistica in Catalogna, promuovendo i propri recitals e dirigendo per il Gall (Grup Actors del Lluçanes) Viatge a la Cala de la Lluna, traduzione e adattamento in lingua catalana di un suo testo originale. Dal 1992 lavora per Scuole, Comuni ed Enti di Formazione come conduttrice di laboratori di Teatro, Drammatizzazione, Musica e Canto; è direttrice del Coro Santa Barbara di Genoni; ha collaborato inoltre con il Conservatorio di Musica di Cagliari in qualità di docente nel corso di Propedeutica della Musica.

Mübin Dünen è un musicista di Istanbul di incredibile bravura. Suona brani della tradizione curda e propri con il ney (strumento a fiato della tradizione islamica) e il santur (strumento a corde della tradizione iraniana) con la capacità di ipnotizzare il pubblico. Oltre a suonare con il suo gruppo, gli Alatav, sono numerose le collaborazioni che lo portano a in giro per il mondo.

Ore 21.00
Concerto del gruppo
Chadal
Questo non è solo un concerto ma è una storia di dialogo fra popoli. Un incontro nel segno dell'arte più pura e immediata, dell'espressione senza barriere. Una musica che, come lo Chadal, variopinto uccello migratore, parte dalla Sardegna e vola verso il Senegal, pronto a tornare indietro nella stagione successiva.

Dall'idea che solo incontrandosi e scambiandosi pezzi di anima gli uomini possano comprendersi appieno, è nata Chadal una produzione sardo-senegalese cresciuta all'interno di un progetto di cooperazione internazionale, divenuta oggi una band stabile. Un ponte tra Sardegna e Senegal, che oltre alla lettera iniziale hanno in comune una cultura musicale che affonda le radici nel passato lontano, nelle campagne, fra le tradizioni antiche religiose e pagane, legate alle feste o all'amore. Legate ai riti di liberazione, alla condizione di trance. Musiche ossessive e ritmate, per danzare e liberarsi dai mali. Musiche che trasportano verso l'alterità, verso la libertà. Dal lavoro di scambio culturale sulle rispettive tradizioni musicali nei workshop nasce un disco di musiche originali che racconta la storia di una contaminazione continua. La chitarra etno-jazz di Alberto Balia e quella afro-blues di Bah Moody, la kora senegalese di Baka Cissokho e lo xalam di Alioune Ndiaye, le musiche tradizionali del Sulcis e le armonie lievi di tradizione sub-sahariana. Ma anche una tromba (Riccardo Pittau) e un piano (Matteo Scano) con inflessioni jazz e una sezione ritmica elettrica completata da Alassane Cissé al basso, Sidy Koïta alla batteria, al balafon e allo djembé e la voce e la chitarra di Marcel Diaba Ndong.

Il disco, registrato dal 15 al 25 maggio a Dakar, nello studio di Papis Konaté, con Ouzin Ndoye dietro il bancone, è un mélange di tradizione e improvvisazione, in cui si ritrovano sullo stesso brano le voci delle donne sérere e un canto in lingua sarda, la kora e le launeddas di Andrea Pisu. Ma c'è spazio anche per ritmi incalzanti, per ballate romantiche e per canti ancestrali rivisitati non senza ironia.

Ore 22.30 Concerto del rapper
El General
IL RAP DELLA RIVOLTA.
LA COLONNA SONORA DELLA RIVOLUZIONE DEI GELSOMINI

Il Rap di Hamada Ben Amor, in arte «El General», ha dato con le sue canzoni di denuncia i ritmi alla rivoluzione dei gelsomini. Il Time lo ha messo al 74° posto tra le persone più influenti del mondo.
Il 5 gennaio all’alba – racconta il rapper El General – una quarantina di poliziotti in tenuta antisommossa ha fatto irruzione in casa della mia famiglia. Cercavano proprio me. Per quale motivo? ha chiesto mio fratello, e loro, indicandomi, hanno risposto: lui lo sa». È cominciata così, in Tunisia, l’avventura giudiziaria di Hamada Ben Amor, 21 anni, in arte El General. «Poi – ricorda ora – mi hanno portato per tre giorni al ministero degli Interni, a Tunisi. Mi dicevano: non fare più testi contro Ben Ali e la famiglia Trabelsi, e smettila con il rap. Io non rispondevo. Ero sotto inchiesta, poteva finire male». Intanto, brani come Rais Le Bled, Allah Akbar o Tounes bledna , diffusi via internet, stavano diventando la colonna sonora della «rivoluzione dei gelsomini». «Presidente, il tuo popolo sta morendo, scendi per strada e guarda… La gente impazzisce e i poliziotti diventano mostri, legge e costituzione rimangono sulla carta…Scendi per strada e guardati intorno, le persone vengono trattate come bestie, i poliziotti manganellano le donne col velo».
Parole di fuoco al ritmo delle piazze che, il 14 gennaio hanno cacciato dal paese il presidente-generale Zine el Abidine Ben Ali. Rais Le bled ha fatto il suo primo ingresso in rete il 7 novembre 2010, giorno della festa del Cambiamento. Oggi, Rais Le Bled viene considerata una delle 5 canzoni di protesta più efficaci e riuscite. Il generale in divisa contro «El general» in musica. In Tunisia come il Egitto, la protesta ha corso sul web. «Non parlo di me, sono i miei pezzi che parlano di me e combattono i nemici al posto mio», scrive sul suo blog il giovane musicista. Lo liberano dopo tre giorni. «Nel frattempo – ricorda ancora Hamada – molti amici si erano mobilitati, in molti mi avevano sostenuto, c’era stata una petizione internazionale». Dopo l’arresto, i contatti sul suo profilo Facebook passano da 3 500 a oltre 20.000 in soli due giorni
«In Tunisia – dice El General – ci sono grandi sofferenze e molti problemi sociali, la situazione è molto dura per la gente, i miei testi hanno cercato di interpretare i problemi, la sofferenza e la rabbia del mio popolo. Per anni, le cose sono andate sempre peggio. A un certo punto, abbiamo detto basta. La comunicazione web è stata determinante». Nel 2011, la rivista americana Time ha classificato El General al 74° posto fra le persone più influenti al mondo («una cosa che mi inorgoglisce»). Ma prima di diventare famoso e richiesto sui palchi di mezzo mondo, Hamada è stato uno dei tanti diplomati senza prospettive, proprio come Mohamed Bou Azizi, l’ambulante che si è dato fuoco il 17 dicembre a Sidi Bouzid. Un gesto – presto seguito da altri suicidi – che «ha scosso le coscienze», dice Hamada. I rapper gli hanno reso omaggio, moltiplicando il ritmo della rabbia. «Siamo figli del difetto in un mondo sbagliato», canta El General. Tounes bledna, «La Tunisia è il nostro paese» viene messa sul web il 2 gennaio: «La Tunisia – recita – è il nostro paese, la riprenderemo con la politica o con il sangue». Sfax è uno degli epicentri della rivolta, preannunciata anche dal rap «impegnato» come quello di El General: una voce diretta e ben impostata che propone testi poetici e duri e a volte canta un islam della protesta, sull’eco dell’hip pop dei ghetti americani. Un rap di resistenza ibridato anche a sonorità più tradizionali, che esprime la rivolta giovanile per come oggi si presenta: da Tunisi, al Cairo, a Gaza assediata, dove la produzione rap ha una crescente e travagliata vivacità. «Il mio ultimo lavoro – dice ancora El General – s’intitola Direzione Palestina. I popoli arabi devono dar luogo a una nuova unità araba che metta al centro l’indipendenza della Palestina, una questione fondamentale per tutti noi che siamo scesi in piazza».
Quanto al presente della «rivoluzione dei gelsomini», il rapper dice che in Tunisia, oggi, «le cose non sono cambiate molto. A Tunisi c’è ancora il coprifuoco, il personale di Ben Ali ha mantenuto i suoi posti di potere. Intanto abbiamo lanciato un messaggio di speranza: è possibile liberarsi dai raìs. Ora, però, c’è bisogno di una seconda rivoluzione. I giovani continuano a manifestare, il popolo continua a tenersi pronto». È possibile liberarsi dai raìs. Un augurio che El General ha già rivolto e tornerà a rivolgere anche «a un popolo fratello come quello italiano»

I giorni del Festival ci saranno:
LA CITTA’ DEI BAMBINI: laboratorio creativo in collaborazione con l’associazione “Bel & Zebù”

ETHNICOUS-COUS: etnodegustazioni e bevande
BAZAR MUNDUS: Mostra mercato di prodotti artigianali ed artistici.

 

Elaborazione e documentazione

Sul Festival verrà fatto un documentario a cura della regista Silvia Giulietti e prodotto da Babel TV che andrà in onda il 25 Settembre su BABEL TV, canale 141 di SKY.

ORGANIZZAZIONE:

PRODUZIONE: PENSAMENTUS e
SIRIO SARDEGNA TEATRO

Direzione artistica di Rocco De Rosa.
Direzione tecnica di Manuel Usai
Direzione organizzativa di Antonello Pabis
Coordinamento di Giuseppe Boy
Direzione generale di Tore Usai.

COL CONTRIBUTO ED IL PATROCINIO DI:
ASSESSORATO AL LAVORO DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI
COMUNE DI CASTIADAS

 

IN COLLABORAZIONE CON :
ASSOCIAZIONE BEL & ZEBU’

SPONSOR:

STAND UP
BABEL TV
TISCALI
IL MANIFESTO

Ufficio stampa: Maurizio Quattrini - Tel. 338.8485333 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

www.ethnicus.it

WEBMASTER: www.antoniocornacchia.com/

Info: Tel. 336-351319 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.pensamentus.it

 

alt=""

alt=""

alt=""

alt=""

alt=""

alt=""